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Credito d’Imposta Ricerca & Sviluppo 2018

Il bonus ricerca e sviluppo, è un’agevolazione fiscale introdotta dal decreto Destinazione Italia, articolo 3 del Dl 145/2013 successivamente modificato e riscritto dalla Legge di Stabilità 2015, legge 190/2014.

Il credito d’imposta spetta fino a un importo massimo annuale di 5 milioni per ciascun beneficiario

Le imprese che effettuano investimenti in ricerca e sviluppo avranno la possibilità – per gli anni 2015, 2016, 2017, 2018 e 2019 – di ottenere un’agevolazione fiscale, sotto forma di credito d’imposta.

Il bonus è riconosciuto a tutte le imprese, indipendentemente dalle dimensioni aziendali, dalla forma giuridica, dal settore di attività e dal regime contabile adottato.

Il meccanismo di calcolo del credito d’imposta è di tipo incrementale: spetta sulle spese sostenute in ciascun periodo di imposta agevolato in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei 3 periodi imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015 (quindi, con riferimento ad una media “fissa” relativa al 2012, 2013 e 2014 per i “solari”), ovvero dalla costituzione se questa è avvenuta da meno di tre anni.

Il credito d’imposta spetta fino a un importo massimo annuale di 5 milioni per ciascun beneficiario ed è riconosciuto a condizione che la spesa complessiva per investimenti in ricerca e sviluppo effettuata in ciascun periodo d’imposta in relazione al quale si intende fruire dell’agevolazione ammonti almeno a 30.000 euro.

L’agevolazione ha carattere automatico: per ottenerla non occorre un’autorizzazione, ma è sufficiente indicarla nella dichiarazione dei redditi.

Il bonus è utilizzabile esclusivamente in compensazione con modello F24 dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono stati sostenuti.

NEO IMPRESE

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo compete anche alle neo imprese che hanno intrapreso l’attività a partire dal 2015. In questo caso, il bonus spettante sarà determinato sul valore complessivo degli investimenti realizzati in ciascun periodo d’imposta per il quale le neo imprese intendono fruire dell’agevolazione. Sono considerati neocostituiti i soggetti in capo ai quali si verifichi l’effettivo avvio di una nuova attività imprenditoriale e non la continuazione di una vecchia attività in capo ad un nuovo soggetto. E’ quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 5/E del 16 marzo 2016.

Il credito d’imposta ricerca e sviluppo interessa tutte le imprese, piccole e grandi, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza e dal regime contabile adottato.

Non rileva inoltre la data di costituzione: possono beneficiare del bonus ricerca anche le imprese neo-costiuite, cioè le imprese che hanno intrapreso l’attività a partire dal 2015.

 

IMPRESE TESSILI E DELLA MODA

Possibilità di aderire al credito d’imposta per ricerca e sviluppo anche per le attività del settore tessile e della moda ed estensione dell’agevolazione anche ad ambiti diversi da quelli scientifico e tecnologico. Sono, invece, escluse dal perimetro del bonus le modifiche non significative di prodotti e di processi. Questi sono alcuni dei chiarimenti alla disciplina del credito d’imposta per ricerca e sviluppo forniti dall’Agenzia delle Entrate con circolare 16 marzo 2016, n. 5/E. In caso di dubbi sull’agevolabilità delle attività, le imprese potranno presentare una specifica istanza di interpello.

Anche le imprese del settore tessile e della moda possono quindi beneficiare del credito d’imposta per l’attività di ricerca e sviluppo; gli ambiti su cui svolgere la R&S non sono limitati a quello scientifico e tecnologico, ma possono essere svariati, senza particolari limitazioni.

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