Recovery Fund: Scopri ora i nuovi contributi alle imprese! - Stargate Consulting
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Recovery Fund: Scopri ora i nuovi contributi alle imprese!

Recovery Fund: Scopri i nuovi finanziamenti per le aziende

Il negoziato in sede di Consiglio Europeo ha portato alla definizione del budget UE per il periodo 2021-2027 per 1.074,3 miliardi di euro.

I Paesi dell’Unione hanno trovato l’accordo: dei 750 miliardi di euro previsti per il Next Generation EU, il Recovery Fund (o Fondo per la Ripresa) saranno erogati a fondo perduto 390 miliardi di euro, menter 360 miliardi di euro saranno in forma di prestito agli Stati.

Come saranno ripartiti i fondi?

 

✅Recovery and Resilience Facility (RRF): 672,5 miliardi di euro di cui prestiti per 360 miliardi di euro e somme a fondo perduto per 312,5 miliardi di euro;

✅ReactEU: 47,5 miliardi di euro (fondo perduto);

✅Horizon Europe: 5 miliardi di euro (fondo perduto);

✅InvestEU: 5,6 miliardi di euro (fondo perduto);

✅Rural Development: 7,5 miliardi di euro (fondo perduto);

✅Just Transition Fund (JTF): 10 miliardi di euro (fondo perduto);

✅RescEU: 1,9 miliardi di euro (fondo perduto).

Gran parte delle dotazioni andranno quindi al fondo Recovery and Resilience Facility.
Questo fondo distribuirà risorse tra il 2021 e il 2023. Il 70% delle somme a fondo perduto sarà erogata tra il 2021 e il 2022, il restante 30% nel 2023.
Per fruire dei prestiti e delle somme a fondo perduto gli Stati membri dovranno presentare dei “piani nazionali di ripresa e resilienza” per gli anni 2021-23.
L’Italia dovrà saper sfruttare al meglio le risorse del Recovery Fund ed essere tempestiva e, come commenta Giuseppe Conte, “L’Italia dovrà presentare i progetti entro il 15 ottobre 2020 in modo da poter aspirare alla possibilità di prefinanziamento del 10% che è stata predisposta appunto per chi li presenta in questa prima finestra temporale. Quella che l’Italia ha davanti è una prospettiva concreta per migliorare il nostro Paese per renderlo più efficiente e competitivo”.
Conte ha anche precisato che la lista delle priorità da mettere sul piatto è già stata preparata. “Non partiamo da zero, abbiamo un piano di rilancio già elaborato a livello di ministri e di forze di maggioranza. Il principio che sarà seguito dal Ministero, nello sfruttare le risorse del Recovery Fund, è quello di “investire progetti ben definiti” all’interno di una strategia comune per la digitalizzazione del Paese. I fondi andranno incanalati verso progetti “che portino ad un miglioramento dei servizi della PA e delle imprese, della competitività”.
Il budget sarà però inferiore al previsto per i due programmi Horizon Europe e Digital Europe.
In particolare, la dotazione finanziaria per il programma Horizon Europe, programma quadro di finanziamento alla ricerca ed innovazione, per il periodo 2021-2027 sarà di 75,9 miliardi di euro invece dei 100 miliardi originariamente previsti.
Il Digital Europe Programme, pensato per rafforzare le capacità digitali strategiche dell’UE, comprese l’intelligenza artificiale e la sicurezza informatica, potrà contare su 6,76 miliardi di euro per il periodo 2021-2027, invece di 9,1 miliardi.
Comunque i piani nazionali di ripresa e resilienza per spendere le risorse del Recovery Fund dovranno prevedere investimenti a favore della transizione digitale e di quella green.
“Visto che nell’accordo finale risultano purtroppo tagliati rilevanti fondi che dovevano far espandere il bilancio comunitario a favore della ricerca, delle nuove tecnologie, della sostenibilità ambientale, della digitalizzazione e della competitività delle imprese europee, riteniamo ancor più di prima che sia primario interesse dell’Italia usare il MES per 37 miliardi a fini sanitari, in aggiunta alle risorse necessarie all’economia produttiva”, ha commentato Confindustria.
Il Ministro dell’Innovazione Paola Pisano, intervistata da Class CNBC ha invece commentato: “L’Europa e l’Italia si adopereranno affinché nel settore dell’innovazione e della digitalizzazione vi sia un investimento forte, per dare al nostro Paese l’opportunità di recuperare il tempo perduto. Per non perdere questa occasione serve stabilizzare alcune abitudini introdotte con il Covid-19: dai servizi (come l’e-commerce) alla digitalizzazione della PA, da questa base bisogna poi dedicarsi all’innovazione vera e propria, puntando su quelle tecnologie che potranno portare ad un vantaggio competitivo: il Cloud, la robotica, la gestione dei dati, l’Intelligenza Artificiale, la cybersecurity. E non bisogna nemmeno fare l’errore di voler partire da zero: dobbiamo far lavorare in Italia le aziende già molto avanti in questi settori e riuscire così a far fare il salto di qualità al nostro Paese, per giocarsi la partita imposta dalla globalizzazione”.
“Quello dei dati è un tema importantissimo”, continua il Ministro dell’Innovazione. “Tutte le aziende e gli Stati che sapranno gestire e analizzare dati riusciranno a sfruttare un grande vantaggio economico. Il Cloud: è una tecnologia importante, ad esempio, per creare servizi che abilitino lo smart working, una pratica che in parte ci ha colti impreparati sia per fattori organizzativi degli enti che per fattori culturali, oltre che per la dotazione di strumenti”.
Concludendo sullo smart working: “Se da un lato è importante la dotazione tecnologica, lo è anche organizzare i lavoratori che si trovano in smart working”, ricorda il Ministro Pisano “Va bene quindi aumentare l’efficienza dell’azienda, ma serve anche guardare al lavoratore e al suo nuovo modo di lavorare: senza valutarlo ad esempio per il numero di ore lavorate ma per gli obiettivi raggiunti.”
Sono quindi già chiare le aree di intervento in cui saranno disponibili opportunità di finanziamento per le imprese:

✅ DIGITALIZZAZIONE

✅ TECNOLOGIE ABILITANTI

✅ ECONOMIA CIRCOLARE

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